Pare che il “Graci quater” incontri qualche difficoltà ad essere formato. Quasi tutte le persone contattate per sostituire gli assessori dimissionari hanno gentilmente declinato l’invito, tranne uno, che al contrario, dicono, ha iniziato a fare salti di gioia per l’inaspettata occasione di ritornare ad occupare una poltrona di assessore.
Sto parlando di Totò Avanzato, già assessore della giunta Saito, il quale, mi riferiscono, cerca di giustificare questa sua smania di tornare a palazzo di città con la scusa di poter rovistare liberamente nelle carte comunali (delibere, determine, ecc..) per scoprire le presunte magagne messe in atto dalla mia amministrazione.
Pare sia questo l’unico motivo (stando a quanto va dicendo agli abituali avventori dei bar di piazza Progresso) per cui Avanzato, si è detto più che disponibile ad accettare cotanto incarico. Il suo compito non sarà dunque: quello di amministrare la cosa pubblica; di mettere a disposizione di Graci la sua esperienza maturata con Saito; di cercare di sistemare la baracca o meglio aiutare a tappare le falle di una barca che ormai fa acqua da ogni parte; ma semplicemente quello di spiare, scavare, spulciare, riesumare o come ama dire qualche altro noto “paladino della giustizia”: scoperchiare le pentole, nella mal riposta speranza di scoprire qualcosa di losco.
Certo ognuno misura con il solo metro che conosce, ma è lecito chiedersi: “ Per svolgere questo ruolo c’è bisogno di essere nominati assessori? Se l’unico scopo è quello di cui sopra, cosa ha impedito ad Avanzato, fino ad oggi, di svolgerlo?”. Gli atti sono pubblici, possono essere richiesti e visionati da chiunque.
In ogni caso, se Avanzato non avesse voluto perdere tempo nelle richieste o avere libero, totale ed incontrollato accesso ad ogni atto posto in essere dalla precedente amministrazione, avrebbe potuto chiedere a Graci, dal giorno del suo insediamento, come potrebbe fare ora, di essere semplicemente nominato consulente “a titolo gratuito” per la ricerca di abusi, irregolarità ed illeciti della “giunta Biondi”, evitando cosi di riscuotere l’indennità che spetta agli assessori. Ma la storia ci insegna che Avanzato è particolarmente attaccato all’indennità di carica, tanto da aver citato in giudizio il Comune di Licata, subito dopo la fine del suo mandato, per ottenere il rimborso (31.281,66 euro) di alcuni aumenti dello stipendio di assessore a cui aveva, in un primo tempo, pubblicamente rinunciato.
Per quanto ci riguarda, teniamo a ribadire che non abbiamo alcun timore delle indagini di Avanzato, ne di nessun altro vecchio o nuovo inquisitore, chi ha amministrato con scrupolo e compiuto atti nell’esclusivo interesse dell’Ente e della cosa comune non può che salutare con soddisfazione ogni ulteriore verifica del suo buon operato, da qualsiasi parte essa provenga.
Quello che ci disgusta è l’ipocrisia infarcita di velenoso livore con la quale si vuole tentare di giustificare l’avida bramosia di tornare a ricoprire un ruolo insperato ed immeritato.
Licata li, 17 maggio 2010
Angelo Biondi