Siamo alle solite! Dopo lunghi ed inaccettabili silenzi su, importanti e fondamentali, questioni politiche- amministrative ed etiche che travagliano e mortificano la città, il sindaco Graci ci “sbalordisce” con un’altra delle sue stravaganti uscite. Da San Leone dirama a sorpresa un comunicato stampa, per candidare Licata come sede per ospitare un inceneritore di rifiuti solidi urbani. Questo, per stoppare l’identica iniziativa annunciata dal “Suo” collega di Campobello di Licata, specificando che Licata in questa corsa, a bruciare la “monnezza” ha più titoli, in quanto insieme a Palma di Montechiaro, produce più del 50% di rifiuti solidi urbani dell’ambito Ag3. La cosa ancora più sbalorditiva è che lo fa nella convinzione che un simile impianto possa essere un affare per la città.
Graci si è ( o è stato) convinto che ospitare nel nostro territorio un inceneritore possa essere per il Comune un grosso affare economico, al punto d’anticipare i tempi, dando specifiche direttive ai tecnici comunali per individuare il sito più idoneo.
Questo sindaco continua a non azzeccarne una, quando dovrebbe parlare tace, quando invece dovrebbe stare zitto, si lancia in annunci e proclami deleteri per Lui, per l’amministrazione che rappresenta, oltre che per l’immagine e il possibile sviluppo economico della città. Ma come? Licata sta tentando affannosamente di crearsi una prospettiva turistica; si sono e si stanno facendo considerevoli investimenti turistico ricettivi; ci sono importanti imprenditori alberghieri che guardano con interesse il nostro territorio, e la nostra amministrazione grida ai quattro venti che sarebbe più che felice di ospitare un inceneritore per bruciare tonnellate e tonnellate di rifiuti.
Quanta confusione! Quanto pressapochismo, quanta irresponsabilità politica ed istituzionale e quanta presuntuosa, ignorante arroganza. Offrire incondizionatamente il proprio territorio per un’opera di un tale deleterio impatto, non solo ambientale, ma anche e soprattutto mediatico per una città che punta sul turismo, senza minimamente avvertire l’esigenza di un confronto con i propri cittadini. E’ senza dubbio un gesto di chi non ha i requisiti e il diritto di governare una comunità.
Licata fortunatamente, prima che si insediasse questa amministrazione, aveva già scelto il proprio futuro, e lo ha fatto perseguendo la strada dello sviluppo sostenibile ed ecocompatibile, senza centrali a carbone, parchi eolici off shore, e senza alcun inceneritore, piccolo o grande che sia.
Sappino: il sindaco Graci, gli attuali assessori e soprattutto i funzionari comunali incaricati di ricercare un ipotetico sito, che nel nostro territorio comunale non possono essere costruiti impianti di incenerimento per rifiuti di nessun tipo. Il Consiglio Comunale di Licata, nella seduta del 12 agosto
Norma ancora perfettamente in vigore, che esprime la volontà popolare e che può essere revocata o modificata solo dallo stesso organo che l’ha deliberata, ossia il Consiglio Comunale della città.
Io, non credo che il Commissario ad acta, che sostituisce il massimo consesso popolare, si possa minimamente rendere disponibile a modificare una norma che esprime la ferma volontà politica di chi legittimamente eletto ha rappresentato, in quel momento, il volere dell’intera comunità. Questa certezza, non solo è la garanzia che inceneritori a Licata non se ne faranno, ma è anche la sconfortante conferma che oggi la città di Licata è una barca alla deriva, senza rotta e senza alcun governo.
Licata li, 28.05.2010
Angelo Biondi



