Egr. Direttore,
Traggo spunto dalla lettura del Suo editoriale e di altri articoli pubblicati nel numero “gennaio
Inizio con la questione dell’aumento spropositato della spesa sociale lievitata, in poco più di due anni, del 125% (che, tradotto in “soldoni”, significa una maggiore spesa per le casse comunali di euro 4.429.000,00 nel solo 2010), una enormità per la quale sorgono spontanee alcune domande: “Può essere considerato normale che ciò sia avvenuto senza che nessuno in Comune si sia preso la briga di capire cosa stesse succedendo e mettervi riparo? Ci voleva la formale denuncia del commissario Terranova perché il problema venisse finalmente “attenzionato” dai nostri amministratori? Come mai gli assessori alla solidarietà sociale, alle finanze, i vicesindaci che si sono avvicendati in questi due anni e soprattutto il nostro sindaco, capo e responsabile dell’intera amministrazione, non si sono resi conto di una situazione dagli effetti devastanti per un bilancio comunale già povero e malmesso? E dire che sentiamo in continuazione il sindaco ed i vari assessori ripetere che il Comune non ha soldi, che a causa dei debiti trovati ha dovuto sacrificare: la cultura, lo sport, l’associazionismo, gli eventi estivi, il Natale, ecc…. Adesso invece scopriamo che Licata è diventata “l’eldorado” delle case di cura e di riposo di mezza Sicilia.
Una prima riflessione. Facendo un rapidissimo calcolo e tenuto conto che nel bilancio 2010 si registra una maggiore spesa sociale di quasi 4 milioni e mezzo di euro (non sappiamo se e quale siano state le maggiori spese per il 2009); che da agosto 2008 la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti è costato mensilmente al Comune euro
Una seconda riflessione va fatta sul “paradossale” approccio con il quale i nostri amministratori tentano di affrontare l’anomalia sopra descritta. Da un lato, troviamo il neo assessore alle finanze che senza mezzi termini dichiara alla stampa: “ Non sta a me dire come sia potuta accadere una cosa cosi grave, evidentemente sono saltati i controlli a tutti i livelli. Spero che qualcuno indaghi”. Scusi neo assessore alle finanze, ma chi dovrebbe indagare? Come mai adesso diventa “omertoso” dichiarando: “…. non spetta a me dire come sia potuta accadere una cosa cosi grave”. Non era lei che bramava di scoperchiare le pentole della cattiva amministrazione? Capisco, il neo assessore non si fa scrupolo ad utilizzare il metro della sua personale “giustizia” a convenienza. Considerato che “evidentemente sono saltati i controlli a tutti i livelli”, principalmente il controllo del capo dell’amministrazione che, in quanto tale, non può che averne le maggiori responsabilità; visto che adesso anche il neo assessore fa parte di questa amministrazione, meglio lasciar perdere affidandosi alla “speranza che qualcun altro indaghi”. Bravo assessore! Dall’altro lato troviamo un sindaco che, come se si fosse insediato ieri, dichiara candidamente di aver avviato un’indagine amministrativa interna, per accertare come sia potuta accadere una cosa del genere. Come dire: “adesso che i buoi sono scappati chiudiamo la stalla e cerchiamo qualcuno su cui scaricare le responsabilità”, magari un dirigente o qualche semplice funzionario.
Questo modo “pilatesco” di sfuggire alle responsabilità proprie di chi è stato chiamato alla guida politico-amministrativa di un comune, mi dà lo spunto per un chiarimento sulla vicenda del “debito Saiseb”e per la quale ritengo non sia proprio corretto asserire: “che, ad oggi, non c’è nessun atto che individui i responsabili dell’accaduto”.
I responsabili ci sono e come. Forse vale la pena ricordare che, ben due commissioni consiliari di indagine si sono occupate della questione, arrivando entrambe alle medesime conclusioni, anche se prive di specifici nomi e cognomi, individuano in maniera precisa a chi attribuire le responsabilità tecniche, politiche ed amministrative. Nell’ordine: il progettista dell’opera, per non avere previsto nessuna delle prescrizioni di legge che avrebbero ostato alla realizzazione del progetto; l’allora responsabile tecnico del Comune preposto al controllo della esecutività del progetto che avrebbe dovuto bloccarlo e pretendere il rispetto delle prescrizioni di legge; il Consiglio Comunale dell’epoca, a cui viene imputata una “eccessiva fretta” nell’approvare il progetto generale del PARF; La commissione regionale preposta al controllo di legittimità che approvo il progetto privo dei necessari pareri degli Enti periferici;
Ecco chi sono i responsabili, verso i quali il Comune di Licata, ora che la sentenza è divenuta definitiva ed inoppugnabile, potrebbe avviare un’azione di rivalsa per il risarcimento del danno cagionato, indipendentemente dalle iniziative che
Mi permetta, inoltre, di esprimere un piccolo disappunto per alcuni commenti, a cura della redazione, espressi in premessa all’articolo intervista al neo assessore comunale alle finanze, in particolare dove si parla: “…..di atti “irregolari” […] ad esempio nomina di esperti e consulenti, mancato pagamento degli oneri di urbanizzazione porto turistico…”; ed ancora nel passaggio dove si afferma: “Una cosa certa è che… Avanzato e… Saito in tempi non sospetti hanno evidenziato e denunciato l’eccessivo e costante ricorso all’indebitamento della amministrazione succeduta alla loro…. ”. Commenti affermativi che danno, a chi legge, la chiara impressione del convincimento e della posizione che, sui fatti citati, ha assunto la redazione de “
Se cosi fosse, non avrei sicuramente nulla da eccepire, ognuno di noi è libero di manifestare le proprie simpatie e i propri convincimenti, a maggior ragione un organo d’informazione da sempre disponibile ad ospitare tutte le posizioni. Mi farebbe piacere, comunque, capire su quali basi o riscontri oggettivi si poggia tale convincimento, mi sorprenderebbe apprendere che, anche per “
Nell’attesa di un’eventuale risposta, non mi resta che ribadire la totale regolarità di ogni atto prodotto dall’amministrazione da me guidata, frutto di una certosina, responsabile e trasparente azione amministrativa, portata avanti nell’esclusivo interesse dell’Ente Comune e finalizzata a mettere ordine nei servizi comunali, e a razionalizzare, capitalizzando al massimo, la spesa pubblica. Atti ed azioni che sono stati vagliati, supportati e condivisi da Dirigenti e Funzionari preparati e responsabili, totalmente autonomi nel loro ambito gestionale e particolarmente allergici ad ogni forma di condizionamento politico. Atti che sono passati al setaccio della magistratura, e dei vari organismi preposti al controllo nello stesso momento in cui sono stati prodotti, in riscontro alle tante denuncie (infondate e strumentali) che noti ed ignoti “irriducibili” oppositori, hanno presento ai vari Organi di Polizia, alla Procura della Repubblica, all’Assessorato Regionale agli Enti Locali e alla Corte dei Conti. Nei cinque anni della mia “sindacatura” non c’è stata settimana nella quale non ho dovuto firmare almeno un nulla osta, per la presa visione di atti e delibere, a Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza. Nulla mi è mai stato contestato o addebitato.
Per ciò che riguarda la nomina di esperti e consulenti, torno a confermare che ogni incarico da me conferito, è stato dettato, esclusivamente, dal principio di efficacia, efficienza ed economicità. Di fatti, attraverso la stipula di alcuni contratti di Co.co co. (costo annuo euro 200 mila circa) con specifiche professionalità non presenti fra il personale in forza al Comune (cosa ben diversa dall’erronea definizione di esperti e consulenti che si continua ad utilizzare), sono stati migliorati e potenziati servizi che in precedenza venivano forniti mediante costosi appalti con ditte esterne, risparmiando nello stesso tempo cifre complessivamente superiori a €.500.000,00 l’anno. [argomento su cui ho relazionato nel dettaglio su “La vedetta” del mese di Aprile 2009].
In merito al mancato pagamento oneri di urbanizzazione del porto turistico, forse è bene rimarcare che tale esonero è scaturito dalle scelte politiche fatte con la delibera n° 30 del 29.4.2002 con la quale veniva approvata la variante in deroga del P.R.G., del P.R.P. e dell’art. 54 delle N.T.A.; e da cui risulta l’attribuzione dell’intera area destinata al porto turistico quale “opera di preminente interesse pubblico ivi compresa la tipologia dei servizi e delle opere di urbanizzazione realizzabili: centri commerciali, ricreativi, di svago, di tempo libero, cabine marittime, parcheggi, verde, sede viarie e di disimpegno”. Confermo, inoltre, che sul progetto del porto turistico nessun nuovo atto politico, teso a modificare o variare il progetto, è stato compiuto dalla mia amministrazione, tutto quello che oggi si sta realizzando deriva dall’esclusiva applicazione di delibere approvate e votate dagli organi politici che hanno preceduto la mia “sindacatura”.
Infine, sarei curioso di sapere su quali riscontri oggettivi si è basato il convincimento di un “eccessivo e costante ricorso all’indebitamento” attribuito alla mia amministrazione ed “evidenziato e denunciato da Avanzato e Saito in tempi non sospetti”. Quali sarebbero questi indebitamenti “eccessivi e costanti” di cui anche la redazione fa menzione?
Per parte mia posso assicurare che non c’è stato nessun ricorso all’indebitamento, né “costante” né “continuo”; al contrario, con la mia gestione, si è avviata una politica virtuosa di bilancio che, attraverso tutta una serie di provvedimenti amministrativi e tecno contabili, sono serviti a contenere e razionalizzare la spesa, e ad incrementare le entrate.
Approfitto, anzi, del contese spazio che il Suo mensile mi concede, per dare al riguardo, alcune notizie a cui, in passato, non ho dato adeguata pubblicità. Inizio col dire che anche la mia amministrazione si trovò ad affrontare una situazione finanziaria non semplice da gestire. Infatti, a fronte dei cospicui tagli dei trasferimenti di Stato e Regione, abbiamo dovuto fare i conti con: il sostanzioso incremento della rata annuale sui mutui contratti con la cassa depositi e prestiti (soprattutto quelli per la costruzione dei due nuovi ponti sul Salso, quasi 12 milioni di euro); l’aumento del costo per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani causato dall’obbligato passaggio del servizio all’ATO rifiuti (il solo costo dell’IVA, che prima non esisteva, determinò una maggiore spesa di €. 350.000,00 annui); la definizione dei contenziosi aperti dal sindaco e da alcuni assessori dell’amministrazione precedente che, a seguito di un decreto ingiuntivo, hanno preteso il rimborso dell’aumento delle indennità di carica a cui in precedenza, solo a parole, avevano rinunciato (aumento che si è dovuto riconoscere anche ai 3 componenti del nucleo di valutazione dell’epoca, in quanto il loro status e relativo compenso era equiparato a quello degli assessori); l’esborso di ulteriori €.300.000,00 per chiudere pregresse vertenze con tecnici esterni a seguito di sentenze che ci vedevano soccombenti; l’adeguamento contrattuale dei dipendenti comunali (con effetto retroattivo e rimborso immediato degli anni pregressi per un €.1.100.000,00 circa); la quota a carico del Comune per la stabilizzazione dei lavoratori precari in forza al Comune (€.600.000,00 circa).
A questo sostanzioso incremento della spesa corrente abbiamo risposto con “virtuosi” e decisi interventi strutturali di bilancio e precisamente mediante: l’istituzione dei centri unici di costo, eliminando i diversi capitoli che davano ad ogni singolo dipartimento autonomia e discrezionalità nell’acquisto di beni e servizi; l’introduzione della novità dei contratti aperti per tutti i lavori di manutenzione ordinaria; la razionalizzazione della spesa, rimodulando e riorganizzando tutti i settori ed eliminando quei servizi dall’esagerato sbilanciamento fra costi e benefici (vedi chiusura macello comunale); l’incremento delle entrate tributarie e degli oneri di urbanizzazione: aumentando le tariffe o introducendo i tiket su alcuni servizi a domanda individuale (spurghi, cimiteri, trasporto urbano, parcheggi); rimodulando la tassazione I.C.I. con la diminuzione di mezzo punto per la prima casa e l’aumento di un punto per la seconda casa; professionalizzando il servizio di accertamento e recupero dell’evasione ed elusione fiscale; potenziando il progetto obiettivo per la definizione delle pratiche della sanatoria edilizia (con un gettito d’entrata, in media, di un + €.700.000,00 annue circa).
Ecco qual è la verità sulla politica finanziaria, documentata e documentabile, portata avanti dalla mia amministrazione, una gestione responsabile, innovativa e sicuramente virtuosa che ci ha consentito di tenere la spesa sempre sotto controllo, e nello stesso tempo di disporre di una discreta provvista finanziaria per tutta una serie d’iniziative di indirizzo politico, finalizzate alla crescita socio culturale e allo sviluppo economico della nostra città.
Licata li, 25.01.2011 Angelo Biondi



