Egr. Direttore,
In quanto persona chiamata più volte in causa dal sindaco e dagli assessori delle varie giunte “Graci”; in ossequio alla Sua richiesta di un mio intervento, teso a mettere un punto fermo sulla problematica finanziaria, che rischia di travolgere il Comune di Licata, Le invio la seguente nota:
Ripetere in continuazione di aver ereditato una pesante situazione finanziaria, sembra essere diventato un ritornello, il comodo alibi in cui amano rifugiarsi il sindaco Graci e i suoi assessori (vecchi e nuovi), allo scopo di giustificare l’assoluta incapacità dimostrata nell’amministrazione della cosa pubblica,.
Più volte, attraverso i midia, sono intervenuto sull’argomento, più volte ho chiarito la situazione economica e finanziaria del comune di Licata alla data della cessazione del mio mandato, più volte ho invitato: sindaco, assessori, oppositori politici, improvvisati opinionisti, ad uscire dal generico e indicare nel dettaglio quali e quanti debiti gravano sulle casse comunali e quanti di questi sarebbero addebitabili alla mia gestione. L’ho chiesto, anche attraverso le pagine de “
Giorni addietro, nel patetico tentativo di giustificare il ritardo del pagamento degli stipendi ai dipendenti comunali, la mancata corresponsione dei pur miseri sussidi agli indigenti, il terzo Natale buio, triste e sconsolato della città, sindaco ed assessori, nelle loro recenti apparizioni televisive, sono tornati a cavalcare l’alibi delle casse vuote e della montagna di debiti ereditati e come al solito “ognuno ha sparato la sua”. Il sindaco Graci, il giorno del suo rientro in città, ci racconta che a causare il malessere di questa città sono stati i 23 milioni di euro di debiti fuori bilancio che ha trovato.
Si dà il caso che, lo scrivente è stato Sindaco di Licata prima di Graci e di questa montagna di debiti non ha conoscenza, invito il Sindaco Graci ad essere chiaro ed elencare nel dettaglio quali sono questi 23 milioni di euro di debiti fuori bilancio di cui continua impropriamente a parlare e che, a quanto pare, gli avrebbero impedito, finora, di dare alla città le risposte che avrebbe voluto dare.
E ancora, se non ritiene un suo preciso dovere far sapere a tutti i licatesi: “Quanti di questi debiti fuori bilancio sono stati estinti (ammesso che ciò sia avvenuto) in questi due anni e mezzo di Sua amministrazione?” Ancora: “In cosa consiste, nella sostanza, la tanto sbandierata “azione di risanamento delle finanze comunali” di cui alcuni assessori parlano ogni qualvolta se ne presenta l’occasione?”
Per quanto di mia conoscenza, escluso il debito Saiseb, di circa €.6.000.000,00 (che per ironia della sorte prende il via nel lontano 1992, quando l’attuale Sindaco Graci, sedeva fra i banchi del Consiglio Comunale che approvò quel progetto e di cui tutti i candidati Sindaci della tornata amministrativa del 2008 erano perfettamente consapevoli), nessun altro pesante debito gravava sulle sorti del Comune di Licata, alla data della fine del mio mandato.
Dal canto suo, il neo assessore al bilancio (tanto per non smentire la sua personale acredine nei confronti di chi scrive) grida al disastro finanziario causato dall’amministrazione da me presieduta, citando come prova inconfutabile l’anticipazione di cassa di poco più di 1.000.000 di euro riscontrata al 31 marzo 2008 (mese nel quale mi sono dimesso), anticipazione, che alla data di insediamento di Graci (dopo il periodo commissariale), sarebbe arrivata, secondo le sue fonti, a circa Tre milioni di euro.
A beneficio dei tantissimi cittadini, poco avvezzi ai tecnicismi della finanza pubblica, è bene chiarire che la cosiddetta “ Anticipazione di Cassa” altro non è che la momentanea utilizzazione di una apposita scopertura bancaria messa a disposizione del Comune dalla banca che gestisce la tesoreria comunale. Gli Enti Locali vi fanno ricorso per far fronte alle spese impellenti nei momenti di mancanza di liquidità dovuti ai ritardi (da alcuni anni divenuti cronici) dei trasferimenti annuali dei contributi di Stato e Regione. Le “Anticipazioni di Cassa”, in ogni caso, sono sempre coperte dalle “Entrate Certe” inserite nei bilanci comunali nell’esercizio finanziario di riferimento. In sintesi “l’anticipazione di cassa” non è, nè può mai diventare un debito in quanto è sempre coperta da “entrate certe” e si azzera al 31 dicembre di ogni anno.
Quindi, ammesso che i dati di cui ha fatto sfoggio televisivo il neo assessore al bilancio siano attendibili, di quale disastro parla? Nei primi mesi dell’esercizio finanziario 2008 si sarebbe fatto ricorso all’anticipazione di cassa causa il ritardo nei trasferimenti trimestrali dei contributi di Stato e Regione? E allora, dove sta il problema! Al 31 dicembre l’anticipazione di cassa è stata normalmente coperta dalle “Entrate Certe” previste nel bilancio dell’anno di riferimento. La prova inconfutabile è data dal Conto Consuntivo 2008 che è stato chiuso con un Avanzo di Amministrazione di quasi 1.000.000 di euro, cosa impossibile se le “Entrate Certe” non avessero abbondantemente coperto le “Uscite Certe”. Forse è bene ricordare che tale Atto è stato redatto dall’amministrazione di cui il neo assessore adesso fa parte, passato al vaglio del Collegio dei Revisori dei Conti e infine approvato dal Commissario Regionale che sostituisce il Consiglio Comunale.
Chiarito che, le “Anticipazioni di Cassa” non sono e non possono generare debiti in quanto, oltre alle considerazioni sopracitate, è interesse della stessa Banca Tesoreria contenerle sempre entro i limiti delle “Entrate Certe”, credo non ci possa essere dubbio alcuno nel ritenere le dichiarazioni rilasciate in merito, dal neo assessore al bilancio, come l’ennesima gratuita tendenziosa cattiveria lanciata in pasto all’opinione pubblica per screditare l’azione amministrativa del sottoscritto.
E’ triste, oltre che mortificante, dopo due anni e mezzo dall’inizio del mandato, ritornare a parlare di casse comunali lasciate vuote e pesantemente indebitate allo scopo di scaricare sugli altri la responsabilità del caos amministrativo e contabile in cui è precipitato il Comune di Licata. Chi scrive, i conti li ha lasciati più che a posto, gli atti contabili parlano chiaro: alla data del 31.12.2007 il comune di Licata chiudeva l’esercizio finanziario con un “Saldo Attivo” di €. 1.625.000,00 e con un “Avanzo di Amministrazione” di €.1.100.000,00 (come risulta dal consuntivo 2007, approvato ad ottobre 2008 dall’amministrazione “Graci”). Questi sono gli unici elementi da prendere in considerazione: i documenti contabili ufficiali passati al vaglio ed approvati dai vari organismi istituzionali deputati al controllo. Tutto il resto sono chiacchiere, scuse per sottrarsi alle responsabilità di chi è stato chiamato dal voto popolare per ben amministrare la cosa pubblica, che invece, fin dall’inizio del mandato, non ha fatto altro che annaspare nel buio completo.
La verità sulla situazione finanziaria del nostro comune, a rischio serio di dissesto, è quella che emerge dalla recente relazione del Commissario Terranova, nella quale si legge: -“le cause che portano al disavanzo di parte corrente essenzialmente riguardano i capitoli relativi ai servizi sociali laddove, dalle analisi, si rileva un trend di crescita esponenziale rispetto ai bilanci di anni pregressi […] risulta in modo inconfutabile un eccessiva crescita della spesa, laddove si evince un aumento del 125% passando da uno stanziamento, nell’esercizio finanziario 2008 pari ad Euro
La lettura di quanto sopra non lascia dubbio alcuno sulle cause e sul periodo temporale in cui sono iniziati i guai per le casse comunali. In verità mi preme ricordare che più di una volta, sia il sottoscritto che il partito a cui appartengo, sono intervenuti con note ed interrogazioni (a partire dal novembre 2008) per segnalare come l’aumento delle spese per il conferimento dei rifiuti nella discarica di Siculiana, avrebbe causato conseguenze disastrose per la sopravvivenza dell’Ente Comune, qualora non si fossero approntate soluzioni amministrative e/o politiche in tempi brevi. Non si conosceva la situazione infinitamente più grave del vertiginoso aumento delle “Spese Sociali” per il pagamento delle rette di ricovero.
Licata li, 26.12.2010



